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È la "sorpresa" di Tremonti
Nella busta paga del mese di maggio troveranno circa 220 euro
in più
La decisione fa riavvampare la polemica sui privilegi
assegnati dallo Stato in questi ultimi anni a chi insegna il cattolicesimo
Scatti stipendiali per gli insegnanti, ma solo per quelli di
religione. Lo ha stabilito il ministero dell'Economia lo scorso 28
dicembre. Mentre i sindacati della scuola sono alle prese con un
complicato rinnovo del contratto in favore di tutti i docenti e gli Ata
(amministrativi, tecnici e ausiliari) della scuola, alla chetichella
quelli di religione nella busta paga del mese di maggio troveranno una
gradita sorpresa: il "recupero" degli scatti (del 2,5 per cento per ogni
biennio, a partire dal 2003) sulla quota di retribuzione esclusa in questi
anni dal computo. Supplenti compresi.
A spiegare la portata del provvedimento, che porterà nelle
tasche degli interessati un bel gruzzoletto, è lo Snadir (il sindacato
nazionale autonomo degli insegnanti di religione). "Gli aumenti biennali
per gli insegnanti di religione,
che in precedenza venivano calcolati nella misura del 2,5 per cento del
solo stipendio base, dovranno ormai ammontare al 2,5 per cento dello
stipendio base comprensivo della Indennità integrativa speciale". Una
cosetta di non poco conto visto che l'Indennità integrativa speciale
rappresenta circa un quarto dell'intera retribuzione dell'insegnante e che
gli anni da recuperare sono tanti, quasi quattro bienni.
Quanto basta, e avanza, per riaccendere la polemica sui
privilegi assegnati dallo Stato in questi ultimi anni ai docenti di
religione cattolica: accesso alla cattedra su segnalazione dell'ordinario
diocesano, assunzione sulla base di un successivo concorso riservato,
passaggio ad altra cattedra in caso di perdita del requisito per insegnare
la religione (l'attestato dell'ordinario diocesano) e scatti biennali
anche per i precari). "Mentre il ministro Tremonti a dicembre ricorda alla
Curia che presto saranno liquidati gli scatti biennali di anzianità al
personale docente di religione con incarico annuale o di ruolo, che non ha
mai richiesto tale indennità sotto forma di assegno ad personam, permane,
purtroppo, il silenzio verso tutto il restante personale precario",
dichiara Marcello Pacifico, presidente dell'Anief (l'Associazione
nazionale insegnanti ed educatori in formazione).
La questione è di particolare attualità perché una sentenza
della Corte di giustizia europea del 2007 ha riconosciuto, secondo il
principio di non discriminazione, il diritto agli scatti di anzianità
anche a favore dei precari. E da allora sono diverse le associazioni di
insegnanti italiane e sindacati che hanno intrapreso la via giudiziaria
per farsi riconoscere questo diritto. Ma, ancora, non si sono visti i
risultati.
E mentre migliaia di precari di lungo corso sono in attesa di
un riconoscimento economico. Folgorato sulla via di Damasco, il ministero
dell'Economia, scrive: "A seguito degli approfondimenti effettuati in
merito all'oggetto, si comunica che questa Direzione ha programmato, sulla
mensilità di maggio 2010, le necessarie implementazioni alle procedure per
il calcolo degli aumenti biennali spettanti agli insegnanti di religione
anche sulla voce IIS (Indennità integrativa speciale, ndr) a decorrere dal
1 gennaio 2003".
Il diritto agli scatti biennali in favore degli insegnanti di
religione è stabilito da una legge del 1980, che poteva anche avere un
senso: siccome i docenti di religione erano precari a vita, non era
prevista cioè la loro stabilizzazione, era necessario stabilire un
meccanismo per aggiornare loro lo stipendio. Ma poi nel 2005 arrivò il
concorso e l'immissione in ruolo. E mentre per i precari della scuola non
è previsto nessun aumento di stipendio in relazione all'anzianità di
servizio, quelli di religione conservano questo trattamento: incremento
del 2,5 per cento ogni due anni.
Secondo alcuni calcoli effettuati dai sindacati il caveau
potrebbe valere 220 euro in più in busta paga, arretrati esclusi. Niente
male per quasi 12 mila insegnanti di religione a tempo determinato
attualmente in forza alle scuole italiane. Per il rinnovo del contratto
degli insegnanti, invece, i sindacati hanno chiesto un aumento di 200 euro
mensili da erogarsi in tre anni, ma il ministro della Pubblica
amministrazione è disposto a concederne appena 20. E non solo. Vorrebbe
agganciare gli aumenti di stipendio dei docenti al merito.
Salvo Intravaia
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