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Secondo la rivista “Tuttoscuola” la riduzione delle ore da 36 a 32 è solo
apparente, oggi si fanno lezioni ridotte
ROMA - Secondo la rivista “Tuttoscuola” l’avvio della riforma
nelle prime classi della scuola superiore e la riduzione degli orari
d’insegnamento dalle seconde alle quarte negli istituti tecnici e
professionali comporterà, dal prossimo settembre, il taglio di alcune
migliaia di cattedre: ma, a sorpresa, la riduzione nominale delle ore di
lezione non produrrà un minor carico orario effettivo per gli studenti,
che anzi aumenterà, se pur di poco.
I redattori della rivista specializzata sostengono che anche
se apparentemente l’offerta formativa subirà un decremento di oltre il
10%, in realtà verrà garantito «più tempo a scuola, più ore di lezione
effettive, per la maggior
parte degli studenti delle superiori». Ma come
si è giunti a questa conclusione? Si sono presi in esame gli istituti
tecnici, per i quali è prevista una riduzione di quattro ore dell’orario
settimanale, dalle attuali 36 ore (medie) a 32 ore.
Ma poiché attualmente nella maggior parte degli istituti
tecnici le ore di lezione sono della durata di 50 minuti «diminuendo di 10
minuti ciascuna delle 36 ore degli istituti tecnici - spiega in una nota
la rivista - si otteneva un risparmio complessivo di 360 minuti a
settimana, equivalenti esattamente a sei ore». La sottrazione dei 10
minuti è stata resa possibile da una circolare ministeriale del 1979,
ripresa nel contratto di lavoro, secondo la quale per cause di forza
maggiore (mancanza di trasporti, mense ecc.), le ore di lezione possono
essere ridotte a 50 minuti: «le ore effettive - continua la nota - anziché
36, diventavano in questo modo sei di meno, cioè 30 a settimana».
La norma contrattuale, nata per andare incontro soprattutto a
fenomeni circoscritti di pendolarismo, è però divenuta quasi una prassi:
la procedura per «contenere l’intero orario settimanale - spiega
Tuttoscuola - nella sola fascia del mattino», è diventata «negli anni,
soprattutto con l’arrivo di centinaia di sperimentazioni che hanno
ampliato i piani di studio e gli orari di lezione, una diffusa
consuetudine nella scuola secondaria superiore».
E poiché i nuovi regolamenti parlano di ore «il ministero
dell’Istruzione ha lasciato intendere che si tratti di ore effettive, non
virtuali, della durata, cioè, di 60 minuti. Se così sarà, il nuovo orario,
pur ridotto, avrà una durata complessiva maggiore di quello attuale».
La rivista ha proiettato il calcolo di ore sull’intero anno
scolastico. Ed è emerso che «le attuali 36 ore settimanali “virtuali”,
ridotte per cause di forza maggiore a 30 effettive, sono pari a 990
effettive annue», mentre «le nuove 32 ore settimanali effettive sono pari
a 1.056 ore annue effettive».
In conclusione, «gli studenti dei tecnici, inclusi quelli
delle prossime seconde, terze e quarte classi ancora a vecchio ordinamento
del 2010-11, avranno un carico di lezione effettivo di due ore in più a
settimana, pari a 66 ore in più all’anno (+7%). E un discorso analogo, con
numeri diversi, si può fare per gli istituti professionali e i licei».
Tuttavia, per vedere realizzate queste stime, avverte
“Tuttoscuola”, «è necessario che il ministero dell’Istruzione introduca
una norma che impedisca l’applicazione di quell’eccezione delle ore di
lezione da 50 minuti».
In tal caso verrebbero anche salvaguardati «nel prossimo
anno, nelle classi intermedie, i piani di studio di vecchio ordinamento
esistenti, anche se in diversi casi, con la riduzione dell’organico dei
docenti, verrà a mancare - conclude la rivista - la continuità didattica
che sarebbe stata assicurata dalla conferma dei professori titolari».
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