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In attesa di norme più
precise
Questo è il periodo dei recuperi per timore delle bocciature
E della fuga verso le scuole private
ROMA
- Iscrizioni per il nuovo anno ancora bloccate. Recuperi in corso. Pagelle
che hanno allarmato parecchie famiglie. E fuga verso le private per
evitare la bocciatura. Sono giorni “caldi” per le scuole superiori
capitoline. In attesa che vengano emanati i regolamenti d’attuazione, e i
programmi per le iscrizioni ai nuovi licei riorganizzati (negli orari e
negli indirizzi) dai vertici del ministero dell’Istruzione, negli istituti
d’eccellenza inizia il walzer dei “cambi di scuola”.
ESODO - I dirigenti scolastici confermano il trend, ma – nel
rispetto della privacy dei propri studenti – chiedono l’anonimato.
Soprattutto nei licei classico e scientifico, e in particolare nelle prime
classi (dove le difficoltà sono esponenziali), l’esodo è tangibile.
Qualche cifra, i presidi se la fanno scappare: «Su una classe di IV
ginnasio con 30 ragazzi, a fine anno ne arrivano 25-26». Dunque, il 16%
dei ragazzi cambia scuola in corsa. Tre gli step. C’è chi decide di
proseguire l’anno in un altro istituto già a dicembre. Chi aspetta
l’arrivo delle pagelle del primo trimestre e chi aspetta la fine dei corsi
di recupero (attesa per i primi di marzo nella quasi totalità dei licei)
per provare a concludere l’anno in un’altra scuola.
VERSO ISTITUTI PARITARI - I dirigenti degli istituti più
blasonati della Capitale confermano: «L’80% dei ragazzi che chiedono il
nulla osta per cambiare scuola, si indirizzano poi verso gli istituti
paritari». Promozioni facili? Non è così. «Offriamo un modello dove lo
studente è più seguito individualmente – spiega la direttrice
dell’istituto paritario Manieri-Copernico, Silvia Manieri – Abbiamo un
rapporto quotidiano e diretto con le famiglie e siamo più vicini ai
ragazzi in difficoltà».
BISOGNO DI NORME PIU' PRECISE - Perché tanti ripensamenti?
«Già dalle medie – conclude la direttrice Manieri – non si fa un buon
orientamento e spesso la scelta della scuola è dettata da criteri pratici,
la vicinanza a casa per esempio, più che da scelte consapevoli». E, anche
negli istituti paritari, si attendono istruzioni più precise da viale
Trastevere per riorganizzare l’offerta formativa. Non sono pochi i presidi
che «auspicano un ulteriore slittamento del termine delle iscrizioni, già
posticipato al 26 marzo, per favorire una informazione più puntuale alle
famiglie». Il 20% dei corsi, spiegano ancora i dirigenti scolastici, «è
“caratterizzante” per l’indirizzo di studi e bisognerà aspettare norme più
precise sui programmi per procedere alla riformulazione concreta degli
indirizzi».
Simona De Santis
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