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Questo libro è nato dall'idea che occorre affrontare la discussione sul
rinnovamento della nostra scuola partendo da qualche certezza e da
qualche speranza. Descrivendola com'è realmente, nei numeri e nei dati
qualitativi; e non come compare negli spot ministeriali o, al contrario,
nella pubblicistica della "scuola allo sfascio". Per delineare poi le
prospettive di un cambiamento possibile. Le risorse finanziarie,
l'autonomia, il tempo pieno e il tempo prolungato, tutto ciò che è stato
di recente messo in discussione, vengono ripensati guardando a un più
grande progetto di cui siano protagonisti, primi tra tutti, gli
insegnanti e i giovani.

"Questo
libro di Chiara Acciarini e Alba Sasso ha molti meriti, che lettrici e
lettori non mancheranno di cogliere e che, se si vogliono mettere in una
ideale graduatoria, assumono in essa posizioni diverse a seconda dei
punti di vista.
Chi pensa, come tutti dovremmo imparare a pensare, che i
discorsi su scuola, apprendimento e insegnamento vadano fatti tenendo
conto dei dati quantitativi, sa bene quanto tali dati siano dispersi in
fonti diverse, dati Istat e dati ministeriali, elaborazioni Censis, dati
OCSE, dati CEDE, ora INVALSI, dati di inchieste e confronti
internazionali sugli stati degli apprendimenti… Un primo merito di
Acciarini e Sasso è avere raccolto e selezionato pazientemente tutti
dati essenziali e metterceli a disposizione in forma chiara e piana,
citando ovviamente scrupolosamente ogni volta la fonte, nel lungo
prezioso capitolo Nove milioni sui banchi. Il vantaggio per chi adopera
dati quantitativi nella ricerca e nelle elaborazioni serie è evidente.
Ma si può sperare che messi così in fila ordinata vogliano avere la
pazienza di chinarsi su di essi e leggerli anche i nostri opinionisti
dell'informazione corrente. Quelli di "un tempo sì, che la scuola ecc.",
quelli per cui la scuola è il liceo classico, quelli che confondono gli
istituti professionali di stato e i corsi regionali di formazione
professionale o, come è successo per la verità a un sottoministro, le
scuole dell'infanzia e gli asili nido. D'ora in poi loro, e tutti gli
improvvisatori non avranno l'attenuante della difficoltà di andare a
pescare i dati...."
Recensione di Tullio De Mauro tratta da AprileOnLine

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