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Prima di tutto, la scuola
di C. Acciarini e A. Sasso - Ed Melampo 2006

    Questo libro è nato dall'idea che occorre affrontare la discussione sul rinnovamento della nostra scuola partendo da qualche certezza e da qualche speranza. Descrivendola com'è realmente, nei numeri e nei dati qualitativi; e non come compare negli spot ministeriali o, al contrario, nella pubblicistica della "scuola allo sfascio". Per delineare poi le prospettive di un cambiamento possibile. Le risorse finanziarie, l'autonomia, il tempo pieno e il tempo prolungato, tutto ciò che è stato di recente messo in discussione, vengono ripensati guardando a un più grande progetto di cui siano protagonisti, primi tra tutti, gli insegnanti e i giovani.
   
"Questo libro di Chiara Acciarini e Alba Sasso ha molti meriti, che lettrici e lettori non mancheranno di cogliere e che, se si vogliono mettere in una ideale graduatoria, assumono in essa posizioni diverse a seconda dei punti di vista.
    Chi pensa, come tutti dovremmo imparare a pensare, che i discorsi su scuola, apprendimento e insegnamento vadano fatti tenendo conto dei dati quantitativi, sa bene quanto tali dati siano dispersi in fonti diverse, dati Istat e dati ministeriali, elaborazioni Censis, dati OCSE, dati CEDE, ora INVALSI, dati di inchieste e confronti internazionali sugli stati degli apprendimenti… Un primo merito di Acciarini e Sasso è avere raccolto e selezionato pazientemente tutti dati essenziali e metterceli a disposizione in forma chiara e piana, citando ovviamente scrupolosamente ogni volta la fonte, nel lungo prezioso capitolo Nove milioni sui banchi. Il vantaggio per chi adopera dati quantitativi nella ricerca e nelle elaborazioni serie è evidente. Ma si può sperare che messi così in fila ordinata vogliano avere la pazienza di chinarsi su di essi e leggerli anche i nostri opinionisti dell'informazione corrente. Quelli di "un tempo sì, che la scuola ecc.", quelli per cui la scuola è il liceo classico, quelli che confondono gli istituti professionali di stato e i corsi regionali di formazione professionale o, come è successo per la verità a un sottoministro, le scuole dell'infanzia e gli asili nido. D'ora in poi loro, e tutti gli improvvisatori non avranno l'attenuante della difficoltà di andare a pescare i dati...."
   
Recensione di Tullio De Mauro tratta da AprileOnLine

 

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